Un viaggio per conoscere le gemme preziose… l’Opale

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L’Opale

Il nome opale deriva dal sanscrito upalas, che significa pietra preziosa. Questa gemma è una delle più affascinanti del mondo per il mutevole gioco di colori che presenta. Il minerale è una forma idrata di silice senza alcuna cristallizzazione e quindi amorfa. Il suo contenuto in acqua varia da 1 a 21%; la qualità gemma ne contiene solitamente circa 6-10%. La formazione del minerale è legata intimamente alle acque vadose provenienti da arenarie e prodotte dall’alterazione dei feldspati in caolino.

In seguito a graduale evaporazione di dette acque, la silice, in esse contenuta, si condensa in un gel silicatico acquosto, che, successivamente, solidifica entro cavità, in noduli regolari noti con il termine di Nobbies ed in filoni o sottili strati lungo piani di contatto tra le lenti argille e sovrastanti arenarie, a profondità di circa 30 m. Tutto il materiale australiano, di qualità gemma, che costituisce il 95% della produzione mondiale, è ottenuto da rocce che, durante il tardo Cretaceo ed il Terziario inferiore (da 140 milioni a 15 milioni di anni fa), furono sottoposte all’influenza di intensa alterazione meteorica.

La roccia madre, contenente opale, è costituita da sedimenti dilavati come argille marnose ed arenarie. E’ stato calcolato che occorrono ben 5 milioni di anni perchè un opale raggiunga lo spessore di 1 cm. Ossi fossili, conchiglie e legni hanno subito nel tempo un processo di pseudomorfosi, durante il quale la materia organica di questi è stata rimpiazzata dall’opale che, talvolta, presenta brillanti colori diffratti. Tali fossili sono ricercati dai collezionisti e dai musei.

L’opale bianco latteo e lo zilopale (legno silicizzato) trovaro impiego nella gioielleria dell’antico Egitto, in quella di Roma Imperiale e, verso il XV e il XVI secolo, in quella asiatica di cultura tibetana.

L’opale nobile iridescente, molto apprezzato presso i Romani per la sua rarità e per il suo aspetto variopinto, proveniva dall’odierna Dubnik, oggi in Slovacchia, ma un tempo in Ungheria.

L’opale fu tenuto in alta considerazione dal tempo dei Romani sino all’inizio del XIII secolo. Durante il XVIII e il XIX secolo cadde in disgrazia per un racconto di Sir Walter Scott, nel quale l’opale viene presentato come gemma dell’influenza maligna.

A questo proposito è opportuno ricordare un curioso aneddoto: l’Ing. Pierre Gilson, in un incontro con gli autori, sollecità questi a scrivere un altro racconto, in contrapposizione a quello di Scott, dove fosse protagonista l’opale sintetico di sua creazione; quest’ultimo, non essendo naturale, non avrebbe potuto avere influenza maligna: la divulgazione della fama di “portafortuna” dell’opale sintetico sarebbe stato un ottimo spot pubblicitario per incrementare le vendite del prodotto Gilson!

Esistono diverse varietà di questo minerale che si differenziano per il colore di fondo, per la trasparenza e per la disposizione e vivacità dei colori spettrali diffratti. I criteri della moderna classificazione si basano sul:

– colore di fondo. Questo può essere incolore, bianco, grigio chiaro o scuro, blu o nero;

– grado di trasmissione della luce. Gli opali possono essere opachi, traslucidi o trasparenti. Se un opale è trasparente o estremamente traslucido ed i colori diffratti possono essere osservati sia sulla superficie sia al suo interno, esso viene definito cristallo. La varietà di opale trasparente o traslucida, con colori diffratti indistinti, è nota con il nome opale gelatina o opale latteo;

– gradazione dei colori spettrali. Si tiene conto del colore diffratto dominante: rosso, arancione, verde, vengono definite multicolori, le pietre che presentano diversi colori senza che alcuno di essi sia dominante.

Seguendo i criteri annunciati gli opali vengono distinti in tre grandi categorie: chiari (opali lattei, opali gelatina, opali grigi, opali chiari qualità cristallo) scuri (opali grigio scuro, opali neri qualità cristallo) e opali matrice (boulder). Questi ultimi, che sono una varietà matrice marrone venata, sono costituite prevalentemente da roccia argillosa ferrifera. Accanto all’opale qualità gemma esistono i cosiddetti opali comuni, solitamente opachi e privi di arlecchinamento. La varietà meno pregiata, che è denominata Potch, si può presentare in diversi colori: bianco latteo, blu, grigio e nero. Le vecchie denominazioni degli opali vanno rivedute alla luce della nuova classificazione: l’opale nobile si dirà che appartiene alla categoria degli opali chiari, aventi colore di base bianco latteo, o grigio chiaro ed arlecchinamento multicolore; l’opale arlecchino sarà inserito nella categoria degli opali scuri, qualità cristallo, aventi colori di fondo nero e vivace arlecchinamento multicolore con zone di colore più o meno quadrate, rettangolari o a losanga, distribuite regolarmente in tutta la pietra.

L’opale Butterfly verrà classificato nella categoria degli opali scuri, qualità cristallo, aventi il colore di base nero ed arlecchinamento sfavillante, solitamente multicolore. Le ultime due varietà menzionate sono estremamente rare e quindi molto costose.

La suddetta classificazione è stata fatta per gli opali di provenienza australiana e pertanto volere inserire in essa l’opale di fuoco, di provenienza messicana, rischia di diventare un’operazione alquanto artificiosa.

La suddetta gemma è di colore arancione, giallo bruniccio ed anche rosso giacinto; non presenta il presenta il fenomeno dell’arlecchinamento ed è da trasparente a traslucido con lieve nebulosità. La diversità dei colori dipende soprattutto dal contenuto in ferro che si presenta in quantità variabili.

Oltre all’opale di fuoco, dal Messico proviene un’altra varietà; l’opale d’acqua, che, con la sua esclusiva opalescenza (e non arlecchinamento) blu chiara, appare veramente una goccia d’acqua. Le due varietà diventano opaleacquaparticolarmente pregiate quando sono arricchite da uno sfavillio dei colori dell’arcobaleno che irrompe da loro interno.