Un viaggio per conoscere le gemme preziose… le Giade

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Nefrite e Giadeite

Nel 1863 il mineralogista francese Damour dimostrò che sotto la comune denominazione di “giada” vengono indicati due distinti minerali: la nefrite e la giadeite.

Queste due specie mineralogiche sono state commercializzate da sempre con il nome di “giada”, probabilmente perchè presentano colorazione molto simile e proprietà tali da rendere difficile la distinzione l’una dall’altra. Il nome “giada” è di origine spagnola e deriva dall’espressione “piedra de hijada” e cioè “pietra del fianco” o meglio “pietra a forma di rene” giacchè si rinviene in ciottoli reniformi; forse per queste sue sembianze nacque la leggenda che attribuiva, secondo una credenza popolare, a tale pietra, poteri curativi nelle malattie renali.

Il nome giadeite, a sua volta, deriva da giada. Una analoga etimologia viene riconosciuta alla nefrite definita, sempre in lingua spagnola, con l’espressione “piedra de los rinones”, tradotta in latino “lapis nephriticus”, donde il nome “nefrite”. In realtà il nome latino deriva, a sua volta, dal termine greco “nephròs”, che significa “rene”.

La nefrite, come pure la giadeite, si rinviene sia in giacimenti primari sia in masse ciottolose in depositi alluvionali, sui pendii delle colline e nei letti dei corsi d’acqua. Il minerale si trova in rocce metamorfiche quali gneiss, scisti anfibolici di rocce pirosseniche e serpentinose e talcoscisti cloritici. La giadeite si rinviene sia in rocce serpentinose sia in conglomerati.

In Cina la giada simboleggia l’immortalità: “mangiare nella perfezione della giada” significa “ottenere vita immortale”. Si credeva che la giada preservasse il corpo dopo la morte, per questo è uno degli elementi ricorrenti nei corredi funebri delle tombe imperiali. Fu simbolo di amore e di virtù, nonchè di status sociale. La più preziosa tra le pietre, quintessenza ideale della creazione, si pensava fosse stata tratta dall’arcobaleno dal dio delle tempeste. La giada nefrite è conosciuta in Cina da 3000 anni; essa veniva chiamata “yu” che vuol dire “sostanza preziosa”. Armi, utensili, sculture di questo minerale sono stati trovati nei sepolcri degli uomini preistorici. La giada nefrite, per la sua grande resistenza, durante la preistoria, era ricercata per la fabbricazione specifica di armi ed utensilli tanto da essere nota in qualche paese come “pietra dell’ascia”. Oggetti in giada come statuette, vasellame e gioielli sono stati molto apprezzati: da secoli la giada nefrite è stata utilizzata per scolpire figure mistiche e sculture votive come draghi, così importanti nelle cerimonie religiose. Le giade, percosse delicatamente, emettono suoni molto melodiosi e questa loro caratteristica fu utilizzata dai cinesi per costruire strumenti musicali come il Pien-ch’ing, composto da 16 giade che, per la loro diversa foggia, emettono toni di suoni differenti.

Il secondo minerale che ha il privilegio di essere denominato “giada” è la giadeite. Tale specie mineralogica è opinione diffusa che sia di provenienza cinese, ma è in realtà essa si rinviene nel bacino dell’Uru, nel Myanmar settentrionale.

La giadeite inizialmente fu chiamata in Cina “fei-tsui”, ma in seguito fu qualificata come “yu” ed apprezzata come la nefrite, se non altro per la sua rarità. I cinesi conobbero la giadeite solo verso il 1750. La leggenda narra che un commerciante cinese, nel viaggio di rientro dal Myanmar, abbia raccolto, lungo il margine della strada che percorreva, un grosso masso ch’egli utilizzò per equilibrare il carico del proprio mulo; arrivato a destinazione egli avrebbe lavorato tale masso e sarebbe rimasto talmente entusiasta del risultato da invitare tutti gli altri commercianti a ritornare nel Myanmar per procurarsi della giadeite.

Nefrite

Il colore della nefrite, non sempre uniforme, varia dal grigio-verde a verde smeraldo con l’incremento del ferro rispetto al magnesio e tende, invece, dal grigio biancastro al bianco detto “grasso di montone” quando aumenta il tenore del magnesio. Talvolta è possibile osservare in questo minerale delle picchiettature nere, dovute ad inclusioni di cromite.

La nefrite presenta una lucentezza grassa. La sua definizione mineralogica è un pò controversa. I testi di mineralogia l’hanno sempre classificata come una varietà di actinolite, un minerale monoclino del gruppo degli anfiboli. L’actinolite è molto intimamente collegata, sia chimicamente che strutturalmente, ad altri componenti del gruppo degli anfiboli ed in particolar modo alla tremolite, dalla quale può essere praticamente indistinguibile. La nefrite è notevolmente tenace e cioè oppone una grande resistenza alla rottura, al taglio e alla fessurazione e per questa sua proprietà è possibile lucidare ottimamente la sua superficie. Tenendo presente che la durezza è la resistenza opposta da un corpo solido alla scalfitura e all’abrasione, è opportuno ricordare che un minerale di consistente tenacia non deve avere necessariamente una elevata durezza.

Giadeite

La giadeite può costituire una serie isomorfa continua con due altri pirosseni: l’acmite e il diopside. Le proprietà della giadeite sono pertanto suscettibili di variazione dipendentemente dalla percentuale dei due pirosseni presenti. Un minerale della serie, detto cloromelanite, di colore verde scuro, quasi nero, si presenta con proprietà diverse rispetto alla giadeite pura, in quanto la significativa presenza di ferro rende più alti sia l’indice di rifrazione che la densità. La giadeite è reperibile in diversi colori: bianca, rosa, marrone, gialla, viola, blu, nera, verde in varie tonalità e macchiettata di bianco. Come la nefrite anche questa specie mineralogica non si rinviene in cristalli evidenti, ma in masse compatte omogee, costituite da minute fibre e da prevalenti granuli microcristallini. Quanto è stato detto per la nefrite vale anche per questo minerale, la cui tessitura lo rende particolarmente tenace e quindi di suscettibile di un bel polimento. A differenza però della nefrite, la superficie della giadeite, osservata dal microscopio, appare lievemente discontinua perchè butterata e fessurata a causa dei granuli che la costituiscono. La giadeite di qualità migliore si presenta notevolmente traslucida. La lucentezza della giadeite, a differenza di quella della nefrite, ch’è grassa, è vitrea, ma la sua frattura è granulare come nel caso della nefrite. Particolarmente ricercate sono le giadeiti che presentano venature e macchie verdi che spiccano su uno sfondo bianco lattiginoso.

(il libro delle gemme)