Un viaggio per conoscere le gemme preziose… l’Ametista

2e1ax_default_entry_ametista-1

L’Ametista

L’ametista è un quarzzo macrocristallino composta da biossido di silicio, generalmente formata in rocce intrusive dove il raffreddamento del magma è lento. Il gruppo del quarzo macrocristallino è caratterizzato da una cristallizzazione evidente con formazione di grandi cristalli trasparenti. Le dimensioni dei “monocristalli” possono essere talmente grandi da permettere di sfaccettare campioni di peso anche superiori ai 1000 ct.

L’habitus, solitamente prismatico, è dato dalla combinazione di un prisma esagonale con alle basi due romboedri, talvolta ugualmente sviluppati e tali da simulare una bipiramide esagonale. Se i romboedri son di notevoli dimensioni possono conferire al cristallo un habitus bipiramidale.

Da sempre l’ametista è considerata la varietà più pregiata del quarzo, attualmente il costo di questa gemma è notevolmente diminuito data la grande quantità di materiale sintetico prodotto immesso sul mercato negli ultimi anni dalla ex Unione Sovietica. Questa gemma può essere imitata dai vetri o dai corindoni viola sintetici, entrambi facilmente identificabili mediaten i dati fisico-ottici. L’ametista si può confondere con altre due gemme con colore, densità e indici di rifrazione simili: la cordierite e la scapolite viola.

Nella storia l’ametista è stata identificata come la gemma dei regnanti e della ricchezza. Lo scettro reale inglese e la corona del Principe del Galles sono tempestate d’ametiste. I vescovi cattolici indossano un anello con ametista e bevevano da una coppa cerimoniale della stessa gemma ceh divenne simbolo vescovile. Vi era la convinzione che l’ametista incoraggiasse il celibato e fosse simbolo di pietà, per questo fu adottata nell’ornamentazione della Chiesta Cattolica e in diverse confessioni durante il Medioevo. Altre virtù erano assegnate alle ametiste: proteggevano in battaglia, assicuravano la vittoria, controllavano il male e acuivano l’intelligenza. Leonardo da Vinci scrisse che l’ametista era in grado di dissipare i pensieri malvagi e vivacizzare l’intelligenza, cosa che sembrava funzionare con efficacia su di lui.

Il nome della gemma trova origine nella parola greca amethustos, “contrario all’ubriachezza”. Si credeva, infatti, che l’ametista potesse proteggere dagli effetti dell’intossicazione alcolica. La credenza nacque dalla leggenda secondo cui Ametista sarebbe il nome di una bellissima ninfa, che aveva attirato l’attenzione di Bacco. Per salvarsi dalle bramosie divine la ninfa implorò l’aiuto di Diana, che esaudì la preghiera tramutandola in pietra. Bacco, sopreso e umiliato dall’accaduto, donò alla gemma il colore da lui preferito, quello del vino, ed in ricordo della bella Ametista e della lezione subita decretà che le pietre purpuree avrebbero avuto in seguito la virtù di preservare dagli effetti funesti e meschini dell’ubriachezza.

L’ametista è un quarzo trasparente colorato in viola (colore dato dalla presenza di piccole quantità di ferro colloidale), una delle varietà di quarzo più preziose usate in gioielleria. I giacimenti più importanti sono in Brasile, in Madagascar, in Zambia e in alcune zone degli Stati Uniti. Generalmente le ametiste sudamericane sono di caratura maggiore, ma le africane hanno una migliore saturazione di colore, viola con sovratono rosso, e un valore più elevato.