Un viaggio per conoscere le gemme preziose… l’Acquamarina

2e1ax_default_entry_Acquamarina2

L’Acquamarina

Dopo lo zaffiro la gemma più pregiata per il suo colore azzurro intenso, fino a blu, è l’acquamarina. Questa varietà di berillo, generalmente nella qualità commercializzata, si presenta abbastanza priva di inclusioni che, qualora osservabili, oltre ad essere una garanzia per il gemmologo sulla natura originale del materiale, sono di consistenza limitata nella maggior parte dei campioni uso gemma.

Il nome del minerale deriva palesemente dalle colorazioni azzurro-verdi che l’acqua pià limpida del mare può assumere. Il colore della gemma è dovuto all’impurità di ferro, presente nel suo reticolo cristallino. Le tonalità tendenti al verde sono quelle meno pregiate, mentre quelle di intenso azzurro saturo-blu, meno comuni, sono quelle più ricercate. In gioielleria il topazio azzurro viene spesso confuso con l’acquamarina, in quanto le tonalità di colore del primo sono più o meno simili a quella della più comune qualità di acquamarina.

Il suo aspetto glauco suggerì la denominazione di “acqua del mare”. La leggenda afferma che l’acquamarina si è formata da frammenti di cielo, che caduti in mare per volere degli Dei, si sono trasformati in diafane gemme per essere donate alle sirene. Il mito ha affidato loro un particolare potere amuletico se immerse nell’acqua. Si dice abbiamo influenza anche sulla terra, in particolare per le coppie sposate. La loro capacità di assicurare agli sposi una lunga e felice vita ha reso questa gemma un regalo adatto per gli anniversari. Sembra anche proteggere dagli inganni degli spiriti malevoli, oltre ad essere considerato un simbolo di speranza, salute e giovinezza.

Le inclusioni dell’acquamarina possono essere simili a quelle dello smeraldo, come ad esempio nel caso delle lamine di biotite, in forme prismatiche tabulari, di colore brunastro. Inclusioni tubolari parallele, simili ad aghi, sono la conseguensza dell’accrescimento cristallino; esse sono disposte lungo l’asse di cristallizzazione che vengono denominate “pioggia”.

Le più caratteristiche inclusioni, nel caso di questa gemma, sono i cosiddetti crisantemi o “stelle di neve”, che consistono in aloni di decrepitazione causati da cristalli di albite, originariamente circondati da pellicole liquide: in conseguenza di questa vicinanza, con il passare del tempo, il cristallo esplode provocando minutissime goccioline che si dispongono radialmente, a partire da questo, lungo le fessure di tensione; l’insieme assume, nel complesso, una forma quasi esagonale. Questi tipi di inclusioni hanno un aspetto generalmente discoidale e, se numerose, si osservano allineate, attraversate da aghi, simili a “spiedi”.

Un’altra forma di tali inclusioni può essere quella a “croce”, con al centro di questa tracce del cristallo di albite.

Fra le miche è abbastanza consueta, nell’acquamarina, la presenza di muscovite, i cui cristalli hanno habitus prismatico lamellare.

Sottili pellicole di inclusioni liquide primarie, disposte parallelamente al pinacoide basale, se illuminate obliquamente, appaiono vivacemente colorate.

Con le stesse iridescenze, sempre a illuminazione obliqua, si osservano inoltre, talvolta, lamine allungate di quarzo. In alcuni campioni di questa gemma, abbastanza privi di inclusioni, è possibile notare, talvolta, sfumati piani di geminazione e un lieve effetto melassa.

L’unico trattamento a cui viene frequentamente sottoposta l’acquamarina è il riscaldamento, effettuato prevalentemente sui campioni colorazione verdognola: il ferro da trivalente passa a bivalente con la conseguente modifica del colore in azzurro. Tale trattamento risulta essere stabile.

L’acquamarina sintetica viene prodotta da non molto tempo, con il metodo idrotermale, in Russia, a Novosibirsk. I dati fisico-ottici di questo materiale sono identici a quelli del prodotto naturale. Fra le caratteristiche inclusioni di questi cristalli vi sono le fluidificazioni isoorientate, già osservate negli smeraldi sintetici Biron e idrotermali russi; qualora vi sia il seme è inoltre possibile osservare la tipica colorazione zonata che contraddistingue questa presenza. Altre tipiche inclusioni, riferibili ai prodotti ottenuti con procedimento idrotermale, sono le inclusioni liquide o “veli”, di forma planare ed elicolidale e le lamine metalliche esagonali (di probabile ematite, dato che vi è presenza di ferro e non di metalli preziosi nella lega che costituisce la parte interna dell’autoclave). Nello spettro del visibile sono presenti lievi bande di assorbimento relative al nichel, non rilevabili con il comune spettroscopio, dovute al rivestimento interno delle autoclavi di acciaio inossidabile, ove il nichel è, appunto, uno dei componenti metallici; ovviamente qualora dovessero mutare i materiali per la costruzione delle autoclavi, variebbe anche tale criterio di diagnosi. L’assenza di distinte quantità di sodio e magnesio e l’alto contenuto in ferro sono un’ulteriore prova dellanatura sintetica dell’acquamarina.

Le pietre che vengono utilizzate soventemente come imitazione dell’acquamarina sono lo spinello sintetico azzurro e quello verde chiaro che, evidenziando un’ottima trasparenza e una tenue tonalità di colore sono paragonabili alle qualità più commercializzate della gemma in questione. Altre imitazioni possono essere considerate alcuni vetri al piombo.

“Il libro delle gemme”