Un viaggio per conoscere le gemme preziose… la Turchese

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La Turchese

Il nome della turchese deriverebbe dal francese pierre tourquoise e cioè pietra proveniente dalla Turchia, intendendo con il nome di questo Paese una generica provenienza dall’Oriente. Il nome occidentale del minerale non trova riscontro nella lingua turca, la quale fa uso del termine persiano firuze per indicarla.

La turchese, chimicamente un fosfato idrato di alluminio e rame con variabili quantità di ferro, è caratterizzata da una colorazione azzurro cielo, azzurro uovo di pettirosso o verde. La colorazione azzurra più pregiata, pare sia dovuta al rame, mentre quella verde, meno pregiata, alla presenza di ferro.

La pietra se esposta agli agenti atmosferici, si altera decoloradosi e sgretolandosi in polvere bianca. Sottoposta a temperature elevate, è soggetta a disidratazione spontanea, in seguito alla quale si decolora.

turchese_grezzoLa maggior parte delle turchesi azzurre tende ad “inverdire” col il tempo probabilmente per alterazioni dei composti di ferro in essa contenuti o per semplice disidratazione. Assume colorazione verdastra anche se viene a contatto con saponi, oli, detersivi, cosmetici, grassi della pelle e sudorazione acida.

La degradazione accennata interessa in modo particolare le turchesi più porose, di provenienza americana, mentre le turchesi persiane, pià compatte ed omogenee, mantengono sia la loro colorazione originale sia la loro lucentezza, anche se indosste per lungo tempo o interrate per millenni.

La turchese è fragile e presenta frattura concoide o granulare; la sua lucentezza è grassa, cerea o porcellanacea. Talvolta in essa di notano infiltrazioni di limonite ocracea, impregnazioni quarzose e lamine o pagliuzze di pirite, associate a fratture irregolari della superficie. Il minerale si rinviene come incrostazioni o masse concrezionate che riempiono cavità; spesso l’aspetto del grezzo è reniforme o botrioidale. Raramente si trova cristallizzato: il minerale è stato rinvenuto in cristalli del sistema triclino nella contea di Cambell, in Virginia (Stati Uniti) nel 1912.

Gli studi condotti su questi cristali hanno consentito la determinazione delle caratteristiche fisico-ottiche del minerale e della sua composizione chimica. Alla turchese vengono attribuiti tre diversi tipi di genesi.

Nel primo caso la turchese si forma in rocce magmatiche ricche di feldspati alcalini, alterate ad opera degli agenti atmosferici o per trasformazioni profonde; in tali giacimenti, la cui profondità non supera i 30 metri, la turchese si trova associata a caolino. Hanno tale origine i giacimenti commercialmente più importanti come quello persiano di Nishapur e quelli dell’America Nord-Occidentale.

Nel secondo tipo di genesi la turchese ha origine in rocce sedimentarie o metamorfiche venute a contatto con masse ingee riolitiche.

Infine il minerale può formarsi in rocce sedimentarie come arenarie, ardesie e argilloscisti che non hanno apparenti connessioni con nessun corpo igneo.

tucheseLa turchese fu impiegata nella gioielleria neolitica della Mesopotamia nel V millennio a.C. In Egitto lo sfruttamento del minerale nei giacimenti del Sinai risale al Iv millennio a.C. La gemma era nota anche nell’Antico Messico, dove gli Aztechi la utilizzavano per realizzare monili e mosaici. In Grecia e nella Roma Imperiale la turchese non fu molto popolare nella glittica. La pietra azzurra, di cui Plinio il Vecchio parla nei suoi scritti definendola Callais, potrebbe essere la turchese. Il minerale fu largamente utilizzato dal mondo islamico fino al Medioevo.

La turchese ebbe un notevole successo come gemma sia per la sua colorazione gradevole sia per la facilità con cui poteva essere lavorata, a causa della sua non elevata durezza. La gemma possiede una antichissima tradizione magico-terapeutica essendo stata considerata il simbolo dell’infinito e dell’aldilà; secondo tale credenza il minerale avrebbe anche la capacità di proteggere dai veleni e d’infondere coraggio e forza d’animo per affrontare le imprese rischiose. Presso le popolazioni del Tibet e degli indiani Navaho degli Stati Uniti, la turchese viene usata come ornamento per le sue presunte proprietà mistico-religiose; questi popoli non attribuiscono alcun pregio alla colorazione, dato che utilizzano “indifferentemente” pietre azzurre o verdi per i loro monili.

(il libro delle gemme)