Orologi di Lusso: scopriamo il marchio Longines

La storia della Longines– Parte 1

La storia della Longines ebbe inizio nel 1832 quando Auguste Agassiz, fratello del celebre geologo Luis Agassiz, aprì a St. Imier un piccolo “comptoir” d’orologeria destinato ad un felice avvenire.

Una delle sue sorelle sposò Marc Francillon, uno stimato negoziante di Losanna e da questo matrimonio nacque nel 1834 il primo dei loro figli che fu chiamato Ernest.

Egli studiò a Losanna ed a Stoccarda, ma presso il comptoir di suo zio vi era un posto che lo attendeva. Intelligente e lavoratore, ben presto Ernest assunse mansioni dirigenziali diventando, grazie alle sue doti di attento osservatore ed alla capacità organizzativa, direttore del laboratorio nel 1862.

agassiz
Il comptoir era una forma aziendale che produceva gli orologi in un contesto estremamente artigianale. Il padrone, chiamato “establisseur”, distribuiva agli orologiai del luogo che spesso erano orologiai-contadini, i componenti grezzi dell’orologio. Questi abili artigiani li rifinivano e li assemblavano per poi restituirli finiti al comptoir che li commercializzava. Ernest Francillon fu uno tra i primi a decidere di ragruppare tutto il lavoro sotto un’unico tetto e di costruire ogni particolare dell’orologio nell’ambito della fabbrica.

Nel 1866, coerente con questa idea, fece costruire un modesto stabilimento che iniziò l’attività l’anno seguente.

Fu chiamato “La fabbrica dei Longines” dal nome attribuito dalle mappe catastali ai terreni sui quali fu costruito. Durante i primi 10 anni sorsero molte difficoltà tecniche e finanziarie, ma Francillon coadiuvato da collaboratori di grande valore, riuscì a superare ogni ostacolo ed a condurre la Longines verso i primi successi a livello mondiale basando la sua politica su di un semplice principio: “Produrre solo il meglio”.

La perfetta coerenza a questo principio è la principale motivazione di tutte le onoreficenze ed i premi attribuiti alla Longines nel corso degli anni a partire dal premio vinto l’anno successivo alla fondazione.

Longines è il primo marchio di fabbrica depositato di una manifattura d’orologi, infatti per quanto riguarda l’orologeria, il più antico marchio di fabbrica registrato in Svizzera è quello di “Agassiz fils” depositato il 10 Maggio 1880 ed ora di proprietà della Longines. Il marchio Longines vero e proprio nascerà solo parecchi anni più tardi e per l’esattezza il 27 Maggio 1889 alle ore quattro di pomeriggio contrassegnato dal numero 2684 presso l’Ufficio Federale della proprietà Intellettuale di Berna e longinestabraffigurante la clessidra alata destinata a rimanere il simbolo originale della fabbrica di St. Imier.

longinestabGrazie allo sforzo costante per ottenere sempre e comunque i migliori risultati, la Longines diventa sinonimo di precisione in tutto il mondo.

Nel 1879 lo stabilimento di St. Imier fu ingrandito, tra il 1905 ed il 1914 la sua estensione fu raddoppiata e fin da allora quello Longines veniva considerato uno stabilimento modello. Per renderci conto di come rapida e consistente sia stata la sua evoluzione, basterà rifarci a quanto dichiarato in un vecchio opuscolo Longines: nel 1867 la fabbrica avva 20 operai mentre appena cinquant’anni dopo assicurava lavoro a più di 2500 persone. Durante quegli anni la Longines si affermava con autorità sempre crescenti in campo internazionale partecipando a molte esposizioni dove spesso risultava la vincitrice.

Fedele ai principi del suo fondatore ed animata dall’intenzione di cercare, per quanto umanamente possibile, di ottenere la perfezione dei suoi orologi, la Longines vinse, nel 1883, il primo premio ad Anversa.

Le esposizioni erano internazionali e così la giuria composta per lo più da scienziati e studiosi di alto livello assolutamente imparziali nei confronti dei prodotti che dovevano essere giudicati.

I premi venivano conferiti esclusivamente in base al merito: vincere il primo premio a quei tempi significava che l’oggetto in questione era veramente il migliore di quella particolare categoria.

Dopo quella prima vittoria del 1883, la Longines ha ottenuto i massimi riconoscimenti in tutte le esposizioni internazionali alle equali ha partecipato: Bruxelles 1887, Parigi 1889, Parigi 1900, Milano 1906, Genova e Berna 1914, Parigi 1925, Philadelphia 1926, Barcellona 1929.

I Dieci Gran Premi e le ventotto Medaglie d’Oro vinte dalla Longines rappresentano un record che non è stato eguagliato da nessun altro orologiaio. La Longines ha inoltre il merito di aver ottenuto svariatissimi premi e riconoscimenti a tutti i concorsi organizzati dagli Osservatori Astronomici di Neuchatel, Ginevra, Kew Teddington e Washington.

L’Osservatorio di Neuchatel ha assegnato 400 onoreficenze ai cronografi Longines durante i vent’anni in cui, a partire dal 1879, la fabbrica di St. Imier ha partecipato ai concorsi.

Nel 1945 le fu assegnato un premio anche per la precisione dei suoi orologi da polso.

L’Osservatorio di Ginevra ha conferito ai cronometri Longines 83 onoreficenze per 7 anni consecutivi.

Nel 1930 i cronometri da marina Longines ottennero i più alti riconoscimenti mai conseguiti fino a quell’anno.

Anche a Ginevra gli orologi da polso furono premiati per la precisione.

All’Osservatorio inglese di Kew Teddington dove la Longines concorreva dal 1885, ottenne un totale di 141 riconoscimenti.

Nel 1931, su 50 cronometri definiti “especially good”, 28, ossia più del 50% erano Longines. Anche qui gli orologi da polso ottennero speciali riconoscimenti per la loro precisione.

A Washington la Longines ha vinto due primi premi nel 1907 e nel 1913. Nel 1922 su dieci pezzi qualificati, nove erano cronometri Longines e otto di essi vinsero il primo premio.

Tutti questi successi conseguiti a scadenze regolari dalla Longines erano dovuti in massima parte al buon funzionamento della fabbrica di St. Imier dove lavoravano, gli uni a fianco degli altri, ottimi dirigenti ed abili operai animati da eccezionale dinamismo, in un ambiente perfettamente adeguato alle loro esigenze anche sanitarie, ricco di luce ed attrezzato nel migliore dei modi in ogni suo reparto.

(Longines – Giada Edizioni)