Omega Speedmaster

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OMEGA SPEEDMASTER

Nel 1957 Omega presentò, per la prima volta, un cronografo munito di una lunetta tachimetrica all’esterno del quadrante. In origine fu progettato per gli equipaggi degli sport automobilistici, infatti il suo nome evocava la velocità. Ma nel 1965 la NASA lo scelse per accompagnare gli astronauti alla conquista della luna.

Così, soprannominato Moonwatch, diventa uno dei modelli più celebri della storia continuando ad evolversi dal 1957 nel corso degli anni. Possiede numerose caratteristiche che gli conferiscono lo status di modello emblematico dell’orologeria come la forma classica, le medie dimensioni, il design intramontabile, il colore discreto e lo stile sportivo ed elegante. La scritta Professional sul quadrante è una conseguenza della certificazione dello Speedmaster effettuata dalla NASA nel 1965.

LA CASSA. Dal 1957 troviamo solo due forme principali di cassa: quella simmetrica dei modelli Speedmaster pre-Professional e quella asimmetrica dei modelli Speedmaster Professional. Queste due casse si differenziano per la forma delle anse e la protezione dei pulsanti e della corona.

IL QUADRANTE. Semplice e sobrio, nel corso degli anni ha mantenuto le medesime caratteristiche, con il nome all’altezza del 12, i contatori al 3-6-9. Quelli di produzione standard sono di ottone. I quadranti che indicano le fasi lunari possiedono un quarto contatore al 12. Il primo quadrante con fasi lunari è stato montato nel 1985. A partire dagli anni 1960, alcuni Speedmaster hanno montato quadranti speciali come quelli di serie limitate e personalizzati da rivenditori o clienti privati.

LA LUNETTA. La classica dello Speedmaster è una lunetta tachimetrica, la quale serve per misurare la velocità di un oggetto in movimento su una data distanza. Esistono diversi tipi di lunette speciali come quella pulsometrica, decimale e telemetrica.

LE LANCETTE. Lo Speedmaster possiede sei lancette: quelle delle ore e dei minuti permanenti, quella dei secondi cronografici, quella dei secondi permanenti e quelle delle ore e dei minuti cronografici.

IL FONDOCASSA. Risulta importante per la l’identificazione dell’orologio, visto che è l’unico componente ad indicare la referenza del modello, anche se purtroppo non sempre corrisponde perché si tratta di un componente facilmente sostituibile. Ci sono diverse categorie di fondo cassa: La Pre-moon, quella a medaglione, quella con scrittura dritta, quella trasparente e quella personalizzata.

LA CORONA. A scatto, elemento fondamentale nello Speedmaster carica manuale anche per regolare l’ora. Sono state classificate diversi tipi di corone: quelle con 24 denti e logo, quelle con 32 denti e logo e una speciale, chiamata Mercedes perché presenta la stella a tre raggi al centro del logo Omega.

IL VETRO. Il vetro in esalite (polimero che non si sbriciola facilmente ma che ha una certa facilità a rigarsi). La forma per questi modelli si presenta leggermente bombata, con curvatura arrotondata sul bordo. Il vetro zaffiro è stato montato per la prima volta sui modelli dal 1992, la bombatura è caratterizzata da un bordo dalla curvatura molto più spigolosa rispetto al vetro in esalite, e dà l’illusione di un cerchio biancastro intorno al quadrante se si osserva l’orologio di fronte.

IL BRACCIALE. Dall’inizio della produzione l’acquirente poteva scegliere il cinturino di pelle o quello di acciaio. Oramai, è sempre più difficile trovare ancora dei cinturini in pelle originali. La referenza del bracciale solitamente è composta da due numeri. Dal 1964 tutti i bracciali hanno una larghezza di 20mm.