Lo Smeraldo (caratteristiche e giacimenti)

Smeraldi Sudamericani

La maggior produzione mondiale (ca. il 70%) si ha nel Sud America, e precisamente nelle due nazioni, leader da questo punto di vista, Colombia e Brasile.

I giacimenti colombiani incominciano ad essere sfruttati economicamente intorno al 1560, durante la conquista spagnola, ma un vero e proprio studio scientifico sulla natura di questi smeraldi avviene a partire dall’anno 1764. Il distretto di Boyacà è quello che vanta i più importanti depositi di smeraldo quali quelli occidentali di Muzo e Coscuez e quelli orientali di Chivor e Gachalà.

L’area di estensione dei giacimenti di smeraldo è di circa 2000 km quadrati. Tali giacimenti, definiti a “taglio aperto”, in quanto consistono in una serie di gradinate (ad anfiteatro) che convergono, assumento una forma tipica ad “imbuto”, verso un’area dal diametro inferiore a quella superficiale, vengono divisi in 4 formazioni stratificate:

a) la parte inferiore, denominata cambiado, composta da scisti argillosi a contatto con pegmatiti;

b) al di sopra del cambiado la cama, composta da quarzite e calcite;

c) l’ulteriore strato soprastante, detto cenicero, talvolta assente, composto da una sostanza cementante nella quale sono presenti anche altre specie mineralogiche;

d) lo strato superficiale, denominato capas esmeraldifera, composto da scisti carboniosi e calcare, con eventuale presenza di dolomite e calcite, all’interno del quale si rinvengono i cristalli di smeraldo.

Le pietre che si estraggono a Muzo e Coscuez sono ritenute le più pregiate per la perfezione dei cristalli e l’intensità e saturazione del colore. Il materiale di Muzo ha una colorazione tendenzialmente verde-gialla, mentro quello di Coscuez assume la tonalità verdi bluastre che lo rendono scuro fino, talvolta, a discapito della trasparenza.

Nella parte orientale i migliori smeraldi sono stati trovati nella zona di Gachala, a nord-est di Bogotà. Le miniere di Chivor producono pietre che hanno la caratteristica di essere riconosciute subito come provenienza, in quanto l’inconfondibile colorazione verde bluastra (probabilmente dovuta ad una percentuale maggiore di vanadio, come elemento cromoforo) e la tipica brillantezza del materiale, generalmente verde chiaro, le rendono diverse dagli altri smeraldi dei giacimenti colombiani.

Dal punto di vista della saturazione del colore, il miglior prodotto pare sia quello estratto nella zona di Coscuez, dato che sia le pietre di Muzo sia quelle di Gachalà (tipicamente quelle provenienti da Buenavista) possono avere distribuzione diversa del colore e cioè la parte centrale del cristallo incoloro, mentre le zone periferiche intensamente colorate; questa situazione è da attribuire alla diversa crescita del cristallo e, particolarmente accentuata, è visibile nelle gemme estratte dalle miniere di Buenavista. La peculiarità di questo materiale è quella di avere un nucleo esagonale incolore, dovuto ad una veloce crescita in lunghezza del cristallo a discapito dello sviluppo in larghezza, normalmente alle facce del prisma, tale da manifestare una concentrazione periferica degli elementi cromofori.

Fra le inclusioni più rilevanti degli smeraldi colombiani vi sono le tipiche livelle a tre fasi, formate da una soluzione salina, da un cristallo di salgemma, o halite e da una bolla di vapore. La fase liquida, che comprende le altre due, spesso appare allungata secondo le direzioni dell’asse c, con contorni irregolari, e perlopiù con le estremità appuntite. Quando vi sono unioni di due o più livelle sia a due (liquido e gas) sia a tre fasi, per il lato maggiore, vengono a formarsi le inclusioni a “palizzata”. Le inclusioni liquide che comprendono le livelle hanno in genere un aspetto frammentato e si possono anche definire, per questa loro disomogeneità, “frastagliate”. L’insieme delle inclusioni primarie infiltratesi nelle fratture, dalla consistenza piuttosto densa, simili a formazioni di muschio, unitamente alle fitte palizzate, danno luogo alle inclusioni note come “giardino”, anche queste tipiche degli smeraldi colombiani.

Per quanto riguarda le inclusioni solide, un’esclusività delle minere di Muzo è data dalla parisite, in cristalli prismatici bipiramidali esagonali, di colore miele brunastro. Il rinvenimento della parisite, che in qeusta genesi si trova associata allo smeraldo, è generalmente un indizio che prelude all’estrazione dello smeraldo di ottima qualità. Altri cristalli riscontrabili nel materiale colombiano sono: calcite, pirite e quarzo.

L’estrazione degli smeraldi in Brasile avviene, con sporadica produzione, dal 1920, nello stato di Goiàs. I più grandi giacimenti vengono scoperti nel 1963, nello stato di Bahia e le prime miniere a venire sfruttate sono quelle di Salininhae successivamente quelle di Carnaiba. Nel 1978, nella zona di Minas Gerais, si scoprono le miniere di Itabira e più recentemente, nel 1981, quelle di Santa Terezinha, nello stato di Goiàs. I depositi meglio conosciuti in quest’ultimo stato erano quelli di Fazenda e das Lages. Attualmente la produzione maggiore di smeraldo, in Brasile, si ha con le miniere di Santa Terezinha.

Per quanto riguarda le caratteristiche del materiale brasiliano è possibile prendere in considerazione quelle relative a questi ultimi depositi come rappresentative dell’intera gamma produttiva, in quanto l’aspetto interno delle pietre dei vari giacimenti è piuttosto simile.

La caratteristica primaria di questi smeraldi è la quasi totale assenza di inclusioni liquide, tale da far assumere, a questo materiale, mediante una visione microscopica, un aspetto tipicamente terroso. La colorazione è prevalentemente verde bluastra e talvolta verde giallastra, con tonalità che vanno da un verde pallido ad un verde scuro intenso, che, in alcuni casi, rende le pietre addirittura cupe. Alcuni cristalli possono presentare, nella zona centrale, una certa scarsità di colore, simile a quella già riscontrata nel materiale Buenavista. Le pietre di Santa Terezinha raggiungono mediamente le dimensioni di circa un centimentro e si presentano abbastanza fratturate. In linea di massima gli smeraldi di questi giacimenti mantengono una discreta trasparenza.

Smeraldi Africani

L’altro continente che produce quantità mondiali considerevoli di smeraldo (ca. il 20%), secondo solo al Sud America, è l’Africa.

Nello Zambia i depositi più noti sono quelli di Kafubu, scoperti nel 1931. La maggior parte dei cristalli estratti sono piccoli, ma in alcuni casi si sono anche visti cristalli che raggiungevano i 20 cm. Il materiale dello Zambia ha una colorazione verde bluastra, talvolta anche piuttosto scura. In questi smeraldi vi è una prevalenza di cristalli negativi isorientati e di inclusioni solide quali, fra le più comuni, la tormalina, nelle varietà elbaite, in prismi allungati di colore verde scuro, e dravite, semrpe in cristalli allungati, brunastri, talvolta con delle alterazioni limonitiche. Un’altra inclusione solida tipica è la biotite, che si presenta spesso in lamine di colore brunastro, le qualsi possono anche addensarsi, tali da creare masse nerastre piuttosto cospicue. Ulteriori inclusioni cristalline sono rappresentate da: rutilo, rossastro; magnetite, in cristalli nerastri; crisoberillo, in cristalli trasparenti; ematite, in placche dall’aspetto metallico.

Rilevanti, per le notevoli qualità del materiale, sono i giacimenti dello Zimbabwe e, oltre a quelli di Mayfield, in modo particolare quelli di Sandawana. I depositi della Valle di Sandawana sono stati scoperti nel 1956 e danno origine ad un minerale, con pezzi mediamente piccoli, la cui colorazione verde intensa, con una lieve punta giallognola, lo fa assomigliare allo smeraldo colombiano di Muzo che, in taluni casi non sporadici, può anche essere di qualità inferiore. Negli smeraldi di Sandawana gli aghi di tremolite, lievemente ricurvi, disposti casualmente, danno luogo a inclusioni simili a quelle dette a “giardino”, accompagnate da inclusioni liquide ossidate che ricordano le ninfee. Sono anche abbastanza frequenti le inclusioni solide formate da cristalli di granato con alone, causato da alterazioni liminitiche.

I depositi della Tanzania e, in modo particolare, quello del Lago Manyara, sono stati sfruttati inizialmente nel 1969. Più recenti sono le miniere di Sumbawanga, i cui smeraldi, di qualità inferiore, con aspetto lattiginoso, vengono preferibilmente tagliati a cabochon. Il colore degli smeraldi del Lago Manyara è generamente verde intenso con tonalità bluastre o giallognole. Per quanto riguarda le inclusioni cristalline sono tipiche quelle di biotite, in lamine brunastre. Le inclusioni di quarzo a polarizzatori incrociati, evidenziano discreti colori d’interferenza. Altri giacimenti africani dai quali si ottiene un buon smeraldo sono quelli della Repubblica del Sudafrica, e precisamente del distretto di Gravelotte, nel Transvaal, scoperti nel 1927, mentre quelli più recenti si trovano nel Mozambico, a Morrua, e nel Madagascar, a Ankadilalana.